sabato 13 giugno 2015

"mi chiamo omar" spettacolo teatrale al Candiamo di Mestre

giovedi 18 giugno 2015
ore 21

Per info: 041 2386126
Una memoria delicata infonde ammirazione e insieme un senso d’inadeguatezza, ma sa essere più forte di ogni denuncia politica o filosofica. Sullo scenario melanconico di una casa di un remoto villaggio della Palestina, terra di soprusi, conflitti e violenze (di cui quasi nel racconto non c'è traccia), viene narrata una vita quotidiana lontana, altra, primordiale, da osservare e ascoltare, per uscire dalla convinzione che il proprio sia l'unico mondo possibile, il solo plausibile.
Omar cammina, attraversa due mondi e non può più fermarsi: ciò lo rende speciale, fornendogli una visione che supera di gran lunga quella di chi vive chiuso nella propria realtà e presuppone le verità camminando in tondo, tornando ottusamente al punto di partenza, come immobile.
Da una lunga e accorata intervista al protagonista Omar Suleiman, palestinese esule per più di trent’anni, è nato uno spettacolo che, sin dalla sua struttura scenica, vuole riproporre la potenza magica della narrazione orale: un telo grande come uno schermo del cinema rappresenta "la mente di chi ascolta" e su di esso prendono forma le immagini evocate dal racconto. Gli spettatori assistono così al tramutarsi delle parole in suggestioni che, nell’impossibilità di eguagliare il reale accaduto, diventano disegni animati (video-proiettati), ombre e immagini rarefatte di attori che, dietro quel telo, interpretano i parenti più prossimi di Omar e inscenano il suo passato. Stupisce, poi, scoprire che tale realtà ricostruita trova riscontro, se non nella precisione dei ricordi, nella partecipazione emotiva di chi li custodisce e si “commuove”.
In “Mi chiamo Omar”, Omar Suleiman, cuoco e ristoratore, attore e promotore attivo di una resistenza culturale, esule palestinese e italiano di adozione racconta la sua storia, il suo viaggio e la sua passione,  mentre cucina per il suo pubblico prelibatezze arabe e un profumo di spezie pungola le facoltà più evocative della mente


http://candiani.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3258


giovedì 14 maggio 2015

C'E' SEMPRE UN PEZZETTO DI CIELO DOVE SI PUO ALZARE LA TESTA ???




Sulle parete  del caffè arabo"padroneggia " da 23 anniuna bella foto incorniciata con una frase straordinaria di Fatima Mernissi "c'è sempre un pezzetto di cielo dove alzare la testa" .
Credo che questo frase non vale piu per Piazza bellini .
Devo confessare e a voce alta che sono stanco,scoraggiato e sfiduciato e per uno che lotta su vari fronte da quasi quarant'anni ,questo è un brutto segno .
Fossimo in un'altra città ,il Caffè arabo di piazza bellini sarebbe stato un bene prezioso da proteggere e custodire ,in quel piccolo spazio della città in particolare e nella piazza intera in generale sono cresciuti tanti ragazzi e ragazze ..in quei luoghi la sinistra napoletana ha avuto porte e finestre aperte ..il caffè arabo dagli inizi degli anni novanta ,uno dei primi "LOCALE ETNICI" in italia è una finestra aperta sul mediterraneo con un lavoro portato avanti giorno per giorno .
Nel mese di Marzo di due anni addietro il mio amico e connazionale ,colonna portante del caffè arabo Majed Qaddumi fu aggredito selvaggiamente da un gruppo di balordi solo perché faceva il suo lavoro e per quasi un mese ci fu una mobilitazione straordinaria della città ed una risposta delle Autorità che ci portava a pensare ad un cambiamento di rotta positivo ..
Nulla da fare !! la piazza è ricaduta nuovamente nel caos e nella confusione ,nonostante i vari campanelli d'allarme ed i richiami .
Lunedi 4 maggio il caffè arabo subisce un'altra criminale aggressione ancora più violenta ..quella sera sembrava un bollettino di guerra Cinza Musella ,Francesco Esposito e Majed Qaddumi ridotti in mala modo e costertti a rivolgersi alle strutture sanitari con brognose da trenta giorni di fermo ..Cinzia con la gamba ingessata e Majed con ematomialla testa e nell'ultima radiografia di ieri una costola rotta .sempre ad opera del branco selvaggio ...
Nonostante le attenzione dei mezzi di informazione durante tutta la settimana A TUTT'ORA non abbiamo avuto nessuna risposta o reazione da parte delle autorità compotente alla salvaguardia della sicurezza in piazza bellini .
Anzi : da qualche parte sono stato richiamato "Cazziato" perché facevamo troppo (chiasso) sui giornali ..dovevamo stare zitti ..leccare le nostre ferite e dire (TUTTO VA BENE) ..tanto siamo in clima elettorale ...
Qualcuno mi ha chiesto perché sempre il caffè arabo ?? qualcuno ha prospettato un problema razziale ..non è così ..gli spazi del caffè arabo sono una specie di zona di confine ..sempre sotto assedio ..se si guarda il disegno improvvisato lo si capisce ..gli spazi 1,2,e 3 sono zona di nessuno e luogo di "lotta " quotidiane con gruppi di ragazzini e meno per le sedie ed i tavoli che si arrogano il diritto di prendere e portare fuori nei giardinetti e nel pomeriggio e la sera parcheggio per i motorini e luogo di "spaccio e consumo ...invece i i colleghi "storici" non hanno questo tipo di problema visto che gli spazi occupati dai loro tavolini sono attaccati uno all'altro ...
QUATTRO ANNI  fa ,qualcuno in piazza bellini aveva promesso di (SCASSARE) la piazza ..sembrava una battuta o uno scherzo allora ...ripensandoci ora : è bene si !!!attraveso una politica di concorrenza sleale e di alleanza sulla altro lato della piazza devo dire che c'è riuscito ...ed alla grande e lo ammetto con una ferita al cuore ..
per non farla lunga

Ci sono due,tre cose da fare per SALVARE quel patrimonio prezioso della città:piazza bellini

Il problema principale è un problema di ordine pubblico ormai ..in uno spazio così ristretto con una affluenza così alta basta veramente poco per la rissa.l'accoltellamento o la bottiglia rotta in testa
Serve una postazione fissa (stazione mobile) delle forse dell'ordine oppure agenti in borghese che girano chiedendo documenti e controllando l'ordine nella piazza ..solo per tre mese ..sono certo che in questo modo alla ripresa dopo l'estate la situazione sarà diversa e più tranquilla
Serve una regolamentazione degli orari di chiusura di tutti i locale e questo si può attuare attraverzo un ordinanza Sindacale in modo da poter dare un attimo di respiro agli abitati della zona "tormentati" fino alle sei di mattina dagli avventori di certi locali che rimango aperti fino a tardissimo ..
Serve un controllo da parte delle autorità competente sulla qualità e provenienza di certi "prodotti" ..alcolici di sospetta natura e provenienza ...
Sei anni addietro il mio amato fratello ha raggiunto un mondo "migliore" lasciandoci cinque bambini da crescere ed è una risponsabiltà enorme ..senza la quale un pensierino di lasciare la piazza bellini a quelli che vogliono "Scassare" ..quel pensierino forse..forse l'avremmo fatto ..PERCHE CI SENTIAMO SOLI ..

PIAZZA BELLI E IL CENTRO STORICO SI PUO ANCORA SALVARE
OMAR SULEIMAN 14.5.2015

mercoledì 31 dicembre 2014

Alla faccia del C...O


Alla faccia del C...O...e se non fesse stato l'anno della Palestina ,cosa avrebbero fatto ?
Con la risoluzione (senza fondamento nel diritto internazionale)della spartizione della Palestina (sic) "come se fosse una pizza tra amici"..si parlava di uno stato "arabo" palestinese e da li fino all'altro ieri   
,ed in tutte le 79 e passa risoluzioni dell'uno passando per la 242 del 1967 si chiede il ritiro israeliano dai territori (..) occupati nel 67 ..
Ieri il Padrone del Mondo Mr Obama ha deciso che tutte le risoluzioni dell'uno vanno buttati nel C...SO e non valgono nulla..Signori ..in quasi un secolo abbiamo scherzato i palestinesi non hanno diritto a nulla e gli occupanti sionisti non devono ritirarsi da nulla ..
Il fatto ancora (piu) grave e la responsabilità Inglese nell'affossamento della risoluzione giordana al consiglio di sicurezza ..loro che hanno la responsabiltà maggiore,piu grande ,grave da non ammettere ancora e chiedere almeno SCUSA al popolo palestinese ..il governo di Sua Maestà (mi viene da fare lo stesso gesto del grande Eduardo )..s'è astenuto ..nel momento che era soffeciente un solo voto per approvare la risoluzione ..
Per ultimo !!Posso confessare una cosa ??
In fin dei conti : con una altra covata approvata dal consiglio non che sarebbero cambiate le cose !!
AUGURI ALLA PALESTINA ED I PALESTINESI PER UN ALTRO ANNO DI SOFFERENZA,DI OCCUPAZIONE MA SOPRATUTTO DI LAOTTA 








giovedì 25 dicembre 2014

Alza la testa al cielo




Mio padre ci diceva sempre :

Quando cadi rialzati subito ,scrollati la polvere dalla tua spalla sinistra poi quella destra ,batti i piedi forte per terra ...alza la testa al cielo e cammina ..

Storia quotidiana dei palestinesi ..

domenica 23 febbraio 2014

12 E 13 MARZO 2014 :"NAPOLI CHIAMA PALESTINA" - DUE GIORNI SULLA CULTURA PALESTINESE
















COMUNITA' PALESTINESE DELLA CAMPANIA


ASSOCIAZIONE CULTURA E' LIBERTA'


PRESENTANO


MERCOLEDI 12 MARZO ALLE ORE 20.30

"LUOGO IN VIA DI DEFINIZIONE "

SPETTACOLO TEATRALE "MI CHIAMO OMAR" SCRITTO E DIRETTO DA LUISA GUARRO 

ORE 22 .00
INTERVENTO DI MOHAMMAD BAKRI
REGISTA ED ATTORE PALESTINESE.


GIOVEDI 13 MARZO ALLE ORE 16.00
ANTISALA DEI BARONI

"POESIA CONTRO L'OBLIO"
PER MAHMUD DARWISH
E
PRESENTAZIONE DELLA CAMPAGNA: CULTURA E' LIBERTA'

CON :

LUIGI DI MAGISTRIS, SINDACO DEL COMUNE DI NAPOLI

MOHAMMAD BAKRI: ATTORE E REGISTA PALESTINESE

ROSA SCHIANO: ATTIVISTA, DI RITORNO DA GAZA

RAPPRESENTANTE DELLA COMUNITA' PALESTINESE 


PROIEZIONE DI "YARMUK" CORTO DI MOHAMMAD BAKRI
ORE 21.00
RISTORANTE ARABO AMIR- VIA SANTA CHIARA

CENA PALESTINESE E LETTURA DELLE POESIE DI MAHMUD DARWISH A CURA DI MOHAMMAD BAKRI E DALAL SULEIMAN





"POESIE CONTRO L'OBLIO"
Per ricordare Mahmud Poesie contro l'oblio. Letture poetiche per Mahmoud Darwish

"La notizia è che abbiamo organizzato per giovedì 13 marzo in 11 città italiane un reading collettivo delle poesie del poeta palestinese Mahmoud Darwish, per sensibilizzare il pubblico italiano sulla “scomparsa” dei libri di poesie di Darwish dagli scaffali delle librerie italiane (ma per fortuna non da quelli delle biblioteche) da quando, come i più bravi ricorderanno avevo scritto un post in proposito, la principale casa editrice che li pubblicava, la Epoché di Milano, ha chiuso i battenti ad inizio del 2013.

Perchè un reading italiano: perchè mi piaceva l’idea che in contemporanea in più punti d’Italia si svolgesse uno stesso evento dedicato alla poesia e alla Palestina. E perchè spesso, quando in passato ho organizzato degli eventi a Roma, da più parti le persone mi chiedevano: e perchè non a Torino? E perchè non a Napoli? E così, eccovi accontentati tutti! E anche perchè…più siamo e meglio è!

Perchè il 13 marzo: perchè è il giorno in cui è nato Mahmoud Darwish, a Birwa, in Galilea, Palestina".


PRESENTAZIONE DI "CULTURA E' LIBERTA'"
http://palestinaculturaliberta.wordpress.com/


Il progetto “Cultura è libertà –una campagna per la Palestina” nasce ad opera di un gruppo di italiane\i e palestinesi, residenti in Italia, preoccupati dall’oscuramento della questione Palestina e dal rischio di perdita di un grande patrimonio culturale, importante in sé e spina dorsale nella lotta al diritto di avere diritti.

Da qui la necessità di una campagna, per la promozione e diffusione delle culture presenti in Palestina, per il rafforzamento dei legami con questa terra, che diventi per l’Europa occasione di conoscenza e approfondimento. Obiettivo la valorizzazione della creatività e resistenza della cultura palestinese contro una politica colonizzatrice che tende ad annichilirla.

Progetti e iniziative della campagna mirano ad avere come protagonisti sia i palestinesi residenti in Italia, che palestinesi residenti in Palestina, e mirano a coinvolgere in particolare scuole e università.

LE RAGIONI DELLA CAMPAGNA

Come sostenere efficacemente la marcia palestinese verso i diritti della sua popolazione, verso indipendenza e libertà, cammino che appare sempre più difficile? Le campagne recenti di denuncia delle violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani da parte di Israele, sono essenziali per portare alla ribalta le complicità istituzionali e imprenditoriali nell’occupazione e l’impunità di Israele, ma è sempre più presente il pericolo che si affermi l’oscuramento della Palestina e la questione palestinese si affievolisca progressivamente nella percezione dei suoi diritti violati. In questo senso agiscono pesantemente la violenza dell’occupazione, le divisioni politiche, il degrado economico, la frammentazione sociale; e, non ultimo, l’oblio internazionale. L’attenzione è oggi prevalentemente rivolta alla forte instabilità dell’area mediterranea, con guerre in atto o minacciate, ai difficili e drammatici processi delle “rivoluzioni arabe”, che pure potenzialmente avrebbero potuto rappresentare un nuovo sostegno popolare alla causa palestinese.

La popolazione araba più colta e aperta al mondo, rischia di perdere queste sue caratteristiche.

domenica 5 gennaio 2014

Cultura e libertà. Una campagna per la Palestina

Cultura e libertà. Una campagna per la Palestina

“Il motto ‘cultura è libertà’ – spiega Alessandra Mecozzi, presidente dell’omonima associazione – ci è sembrato il più appropriato, dato che sotto l’occupazione israeliana la capacità creativa dei palestinesi non è scomparsa.” Anzi…

Il 10 e 11 gennaio, dopo quasi un anno di lavoro, verrà presentata a Roma la campagna per la Palestina "Cultura è libertà", dall'omonima associazione.
L'ambizione della campagna è far conoscere la cultura palestinese, le sue creazioni, la sua bellezza e la sua forza, in luoghi della cultura italiana che mai come oggi, è risaputo, versa in cattive acque, se è vero che l'Italia è il paese europeo dove si leggono meno libri.
I primi due luoghi a Roma saranno il Museo Nazionale d'arte Orientale – luogo affascinante, ricco di storia e bellezza, non abbastanza conosciuto, e la Casa Internazionale delle donne, spazio di riflessione, iniziative, cultura, ottenuto con anni di determinazione femminile.
Il motto “cultura è libertà”, che costituisce il logo della campagna insieme alla sua traduzione in calligrafia araba, ci è sembrato il più appropriato, dato che anche sotto l'occupazione israeliana di decenni, in Palestina non è scomparsa la capacità creativa, né della generazione della “prima intifada”, né di una generazione che a quel tempo era appena o non ancora nata, nei territori occupati, in Israele, nella diaspora. 
Ospite d'onore a Roma, per l'avvio della campagna, sarà Salim Tamari, dell'Institute for Palestine Studies, direttore dell'Institute of Jerusalem studies, e della sua rivista Jerusalem Quarterly.
Storico, scrittore, etnografo, professore all'Università di Bir Zeit, Salim Tamari parlerà il 10 gennaio, al Museo d'arte orientale, di cultura palestinese e di culture del mediterraneo, dei rapporti tra Gerusalemme, Damasco, Beirut, Alessandria, il Cairo, Jaffa. Verrà presentato, nella sua introduzione, da Wasim Dahmash, professore all'Università di Cagliari, infaticabile diffusore della cultura palestinese.
Insieme a loro ci sarà Luciana Castellina, che parlerà del rapporto tra cultura e politica, Elisabetta Donini, pacifista e “donna in nero”che, insieme ad Ada Lonni, docente della  Università di Torino e inventrice del progetto “Palestina Raccontata, viaggi dall'occidente, viaggi dell'interno”, ne ha seguito la nascita e lo sviluppo. 
Un progetto, questo, che vede un programma in sei sessioni di incontri con personalità della cultura palestinese ed italiana, accompagnato da altre manifestazioni culturali.
Con questo programma si è scelto di sviluppare il tema del viaggio e del racconto di viaggio nella Palestina storica, articolandolo in tre sezioni ideali: "Racconti di viaggio", dalla bibbia alle guide di viaggio palestinesi del XXI secolo; la seconda "Viaggi in casa mia", la terza "Viaggi solidali".
Dei viaggi raccontati nei secoli dai viaggiatori occidentali evidenzia come siano stati un’ottima copertura ideologica di quel processo di manipolazione e scrittura del territorio, nonché di costruzione geopolitica, che l’Occidente ha compiuto attraverso l’uso politico dei luoghi santi.
Nei "Viaggi in casa mia", palestinesi parlano del viaggio sulla loro terra, chi per cercare le tracce del proprio passato nei luoghi espropriati da Israele, nelle case abbandonate nel 1948; chi su sentieri rurali un tempo animati, oggi sfigurati dai segni dell’occupazione (muri, fili spinati, posti di blocco e deviazioni forzate), spesso inaccessibili.
L'ultima sessione è dedicata ad una riflessione sui "Nuovi viaggi" della seconda metà del XX e del XXI secolo, quelli che potremmo genericamente definire “ viaggi di solidarietà”, nella Palestina occupata, violentata dalle armi, frammentata dal muro. Viaggi compiuti da nuovi soggetti: pacifisti, cooperanti, israeliani dissidenti...
Nello stesso giorno verranno proiettate foto della Palestina, antiche e attuali, anticipo di una mostra - "Paesaggi Rinchiusi" di Bruna Orlandi - che verrà ospitata da giugno al Museo d'arte orientale insieme a quella calligrafica, presentata da Giulia Giorgi. 
Storia e attualità delle donne, del loro segno sulla cultura e sulla politica, saranno il giorno 11 gennaio al centro del dibattito ospitato alla Casa internazionale delle donne, dove insieme a Salim Tamari, che ci farà conoscere tre pioniere del femminismo in Medio Oriente, ci sarà Isabella Camera D'Afflitto, grande conoscitrice della cultura palestinese di ieri e di oggi, che ne evidenzierà il protagonismo femminile, e Luisa Morgantini, infaticabile attivista per la pace e la giustizia in Palestina/Israele, già vicepresidente del Parlamento europeo, che offrirà uno sguardo sul movimento delle donne in quella terra, nella storia recente.
Cultura in primo piano, un diverso modo di intendere e fare politica: un'occasione a cui invitiamo tutte e tutti coloro che vogliono conoscere di più la Palestina, fuori da stereotipi e manipolazioni mediatiche.


05 Gennaio 2014


di: 
Alessandra Mecozzi

martedì 24 dicembre 2013

La bella recensione di Enrico Vulpiani al nostro MI CHIAMO OMAR

La bella recensione di Enrico Vulpiani al nostro MI CHIAMO OMAR
con Omar Suleiman, Sergio Del Prete, Giulia Musciacco, Sara Schiavo, Dalal Suleiman

Bisogna necessariamente mettersi in viaggio per conoscere la propria verità, mai accontentarsi di quella preconfezionata e immobile. Raramente si ottengono cose grandi, come la Verità, senza impegno e dedizione.

Entrati in platea, Omar è in un angolo a cucinare, sminuzza le verdure che riempiono il tavolo, il fuoco del fornello brucia sotto la pentola. Inizia a raccontare la sua vita, che si anima e scorre dietro un telo bianco. Le ombre si allontanano, si avvicinano, si fanno reali, insensatamente reali come la questione israelo-palestinese.

Omar viveva nella sua città sul mare, con la sua famiglia piacevolmente numerosa, la sua gente, fatta di musulmani, cristiani e cattolici, tutti insieme, in armonia. Ci si ritrovava indifferentemente davanti ai luoghi di culto delle diverse religioni, per condividere la vita, apprezzando e godendo delle proprie differenze. La creazione dello stato israeliano e l’arrivo dei coloni costrinse Omar e la sua gente a ritirarsi nell’entroterra, in un piccolo paesino. Un nido, semplice, senza accessori inutili, poche botteghe, la sana educazione di strada (che mai nessuna playstation potrà sostituire).

Un nido che però si rivelerà una gabbia dorata, la città più vicina distava soltanto dodici chilometri ma i check point lo rendevano un viaggio infinito. La famiglia Suleiman affrontava l’impresa solo pochissime volte l’anno ma per Omar ed i fratelli, protetti dalla spensieratezza dell’infanzia, era comunque una festa.

Gli attori, resi lontani ed indefiniti dal velo bianco, con i loro costumi, le loro danze ed i loro canti aprono un passaggio segreto sul confine e ci lasciano entrare in Palestina, mentre l’odore del cous-cous inizia a diffondersi in platea. Il racconto continua, Omar diventa grande ed è tempo che vada a studiare all’estero, lui vorrebbe venire a Roma o Firenze a studiare Scienze Politiche, ma il fratello maggiore, che secondo la tradizione ha diritto di indirizzare il percorso di vita dei fratelli minori, lo spingerà ad andare a Napoli a studiare Farmacia. Al destino però non si sfugge e dopo un anno Omar cambierà facoltà per seguire le proprie passioni; per questa scelta la famiglia non gli parlerà per sette anni.

Inizia a conoscere il proprio Paese con gli occhi di altri, si meraviglia, si indigna, si scoraggia ma non si dà per vinto. Non potrà tornare per moltissimo tempo nella propria casa e ne avrà notizie solo grazie alla corrispondenza con la madre. Nel frattempo Omar continuerà il suo impegno a favore della Palestina e della propria famiglia italiana che cresce sana e fiera e quando riuscirà finalmente a tornare non riconoscerà la propria terra di origine, sarà solo un piccolo paesino qualunque, privo della magia che ricopre i luoghi visti con occhi di bambino.

Da segnalare che fra gli attori in scena figura anche Dalal, figlia di Omar, che ne interpreta la madre, un cortocircuito generazionale che per il protagonista scatena emozioni difficili da esprimere. Sulla questione Israelo-Palestinese è già stato detto tutto, forse troppo ma mai abbastanza, riviverla attraverso gli occhi ed il cuore di una singola anima la rende semplice e comprensibile. Due popoli che soffrono, ognuno con la propria ragione, ognuno con i propri errori, resi ostaggio della politica mondiale, degli interessi di chi quelle terre non le ha mai nemmeno visitate, se non in elicottero o auto blu, di chi gioca a Risiko nelle stanze dei bottoni, di chi non sa cosa voglia dire provare empatia e rispetto per ogni singolo essere umano; gli unici nemici che dobbiamo combattere sono proprio quelli che ci indicano i nostri nemici, per far prosperare il loro potere, alimentando il nostro odio, facile e tossico. Dietro il velo della propaganda c’è invece un nostro futuro amico. Non è mai troppo tardi per pretendere ed impegnarsi affinchè ad ogni cittadino del nostro pianeta venga riconosciuta eguale dignità e libertà; Nelson Mandela ha sacrificato 27 anni della sua vita in prigione, come lui tantissimi altri meno celebri, non lasciamo che questi sacrifici restino vani. Ringrazio Luisa Guarro per il suo coinvolgente lavoro drammaturgico e registico. Ringrazio Omar, Dalan e la loro compagnia, che ci hanno lasciato sporgere nelle loro vite, che ci hanno accolti alla loro tavola, facendoci assaggiare il sapore della loro terra, che ci hanno dato la mano e guardato come fossimo (e lo siamo!) loro fratelli.

venerdì 22 novembre 2013

LA TERRA DELLE ARANCE TRISTI - spettacolo teatrale ,regia di Patrizia di Martino




La terra delle arancie tristi 
Liberamente tratto da un racconto di G. Kanafani
Adattamento e regia  PATRIZIA DI MARTINO

Con  Omar Suleiman


Note di regia

Un ‘atmosfera calda e famigliare accoglierà il pubblico con musica ,profumi di spezie e narghilè.
Il pubblico è invitato a salire sul palco per far parte del racconto. 
Un racconto dove le emozioni si mischiano  alle parole dure del protagonista 
 alla realtà dei fatti, e al cibo.
Cibo che sarà offerto  al pubblico come segno di condivisione , familiarità, appartenenza,
ospitalità. 
Nessuna costrizione,nessuna invasione,nessun giudizio, solo partecipazione. 
Vogliamo raccontarvi una storia,con la semplicità di  come  se fossimo nel salotto di una delle vostre case, o di come se  fossimo tutti seduti attorno al fuoco…
 ad ascoltare chi ha da narrare.



                                                                                            PATRIZIA DI MARTINO

domenica 24 novembre 
prova aperta al pubblico
ristorante arabo amir,via santa chiara 25
ore 18
posti limitati
prenotazione 3404618909


sabato 30 novembre
teatro stimate
verona
ore 20



lunedì 14 ottobre 2013

"MI CHIAMO OMAR" spettacolo teatrale di Luisa Guarro a casa delle culture di roma





  • 19\22 Dicembre 2013

    “Mi Chiamo Omar”

    Un’intervista lunga e accorata al protagonista Omar Suleiman ha condotto alla scrittura di uno spettacolo che, sin dalla sua struttura scenica vuole riportare la potenza della comunicazione orale: su un telo che “filtra le parole” si fanno, in diversa forma, le immagini evocate dal racconto, mentre gli spettatori - invitati a cena, accolti sul palco e immersi nella scena, assistono al tramutarsi di quelle parole in suggestioni che, nell’impossibilità di eguagliare il reale accaduto, diventano disegni, ombre e immagini rarefatte. Lo stupore, poi, quando si scopre che quelle immagini trovano riscontro, se non nella realtà puntuale di quei ricordi, nella realtà emotiva di chi li custodisce e se ne “commuove”.
    Una memoria delicata infonde ammirazione e insieme un senso di inadeguatezza, è più forte di qualsiasi denuncia politica o filosofica ; parla di una casa in un remoto villaggio della Palestina, terra di battaglie e soprusi e violenze, di cui quasi nel racconto non c'è traccia, se non come melanconico sottofondo nella consapevolezza di chi ascolta.
    Viene mostrata una vita quotidiana, lontana, altra, lenta , primordiale, da osservare e ascoltare, per uscire dalla convinzione che il proprio sia l'unico mondo possibile, l'unico plausibile.
    Omar cammina e attraversa due mondi e non ha più modo di fermarsi!
    Ciò lo rende speciale e capace di una visione che supera di gran lunga quella di chi vive chiuso nella sua realtà; perchè ogni mondo presuppone le verità che cerca di dimostrare e cammina in tondo, tornando ottusamente al punto di partenza, come immobile.
    Luisa Guarro

    Scritto e diretto da Luisa Guarro
    Interpretato da
    Omar Suleiman, Dalal Suleiman, Sara Schiavo, Silvia Montieri, Gaetano Battista, Antonella Mahieux.
    Disegno luci Paco Summonte
    Suoni Paolo Petraroli
    Illustrazioni Irene Servillo e Antonio Ruberto
    Progetto video Alessandro Papa
    Foto di scena Alfonso Fierro.

    Teatro La casa delle culture CASA Delle Culture ROMA
    via Crisogono, 45
    (piazza sannino-trastevere)
    info:0658333353
    www.casadelleculture.net
    bottighino@casadelleculture.net
VIA SAN CRISOGONO 4500153 Roma

LETTERA APERTA ALLE COMPAGNE \COMPAGNI DI SEL


Non nego che i nostri rapporti sono stati un po tesi qualche tempo fa ..
Ora ,credo che sia giunto il momento di trovare un momento di discussione seria e responsabile ...
Con molti di voi,almeno i compagni di napoli ce un rapporto di amecizia{lunga} e di stima reciproca e questo facilita sicuramente il nostro compito.
Voi siete alla vigilia di un congresso molto importante per la delicata fase che attraversa la sinistrae l'Italia in generale .
La questione Palestinese ,la Palestina ed il suo popolo vivono una della peggiore epoche storiche,,,mai toccato cosi il fondo.
Propongo un incontro,un assemblea ,un dibattito pubblico ..oppure chiamiamolo come si vuole ..che sia un momento di rifflessione in comune per rilanciare e rimettere al centro la questione palestinese e quello della solidarieta' internazionale in generale
La sede puo' essere la citta' di Napoli o Roma..
in attesa
fraterni saluti di lotta

lunedì 9 settembre 2013

contaminAzione

C\A On. Luigi di Magistris
Sindaco del comune di Napoli

C\A Dott Nino Daniele
Assessore alla Cultura del Comune di Napoli


A nome del caffe' arabo in piazza Bellini 64 ,vi comunico la nostra decisione di annullare i concerti previsti per il mese di settembre nell'ambito della terza edizione della rassegna "contaminAzione' che si svolge a cura del caffe' arabo negli spazi adiacente al caffe' in piazza bellini.
Tale rassegna ha il patrocinio morale del Sig. Sindaco e del Comune di Napoli .
Nonostante i nostri numerosi appelli all'amministrazione comunale ed alle autorita' competente per una migliore regolamentazione degli orari di lavoro dei locali nella piazza e l'attuazione delle ordinanze sindacali in materia di vendita in bottiglie di vetro al di fuori dei locali ,cosa che ha comportato un tappeto di vetro in piazza tutte le mattine.
Abbiamo investito soldi ed energia nello svolgimento di questa rassegna "l'unica a titolo gratuito nel centro storico"...e nonostante questo ci scontriamo ogni volta nei comportamenti (incivili) di alcuni che pretendono di passare con i motorini in mezzo ai tavolini oppure disturbare i concerti in fase di svolgimento.
Ci troverete a vostro fianco ed a vostra disposizione nei prossimi mesi ,qualora si potra' regolamentare piazza Bellini per ordine pubblico e mettendo argine alla concorrenza sleale e a volte criminale di alcuni esercizi presente nell'area .

Cordialmente

per il caffe' arabo
Omar Suleiman

martedì 11 giugno 2013

PRESENTAZIONE LIBRO :NAKBA - LA MEMORIA LETTERARIA DELLA CATASTROFE PALESTINESE







Nakba.la memoria letteraria della catastrofe palestinese ,prende in esame una selezione di opere
letterarie palestinesi connesse al ricordo traumatico dell'esplusione di massadel 1948 ,indagandone in una prospettiva interdisciplinare le diverse modalita' di configurazione e rappresentazione.
la poesia riporta in vita tracce e luoghi cancellati dalla storia e dalle mappe geografiche. inerrompendo il senso di "dislocazione" derivato da quella frattura,esprime l'inulidibile tensione tra memoria e oblio ,presenza e assenza.
Le opere in prosa di Kanafani,Natur,Habibi e Darwish vengono esplorate come potenziali serbatoi di contro-memorie della catastrofe del 1948 . la memoria e {agency} volta a ristabilere un legame positivo con il proprio passato a rischio di oblio,e' un atto di resistenza alle attrocita' del presente .

DOMENICA 30 GIUGNO 2013
ORE 19.00
CAFFE' ARABO - PIAZZA BELLINI.
NAPOLI




PRESENTAZIONE DEL VOLUME DI SIMONE SIBILIO EDITO DALLA CASA EDETRICIE (Q)

CON :
SIMONE SIBILO -Universita' LUISS di Roma
WASIM DAHMASH - Universita' di Cagliari
GENNARO GERVASIO - Macquarie :Enghlish University off Cairo


 OMAR SULEIMAN e LUISA GUARRO leggono  (UOMINI SOTTO IL SOLE) DI GHASSAN KHANAFANI

mercoledì 5 giugno 2013

FARE DI PIU' PER PIAZZA BELLINI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI


Dal 18 Marzo ,giorno dell'aggressione dei barbari al caffe' arabo.
Gli sforzi compiuti da tutti fin ora per migliorare la situazione in piazza Bellini ,sono notevoli e importanti .
Non basta !!!
noi crediamo che sia necessario la presenza di una postazione fissa delle forze dell'ordine nel centro della piazza esattamente come e' stato fatto per piazza Dante ,dove si respira un aria diversa ,specialmente la sera.
Ci siamo avvicinando alla stagione estiva ed il rischio che Piazza Bellini ,patrimonio della citta' , possa esplodere e' molto grande e' reale.
Le risse ,minacce con i coltelli ,i teppeti di vetro rotto , i motorino che invadono la piazza ,i traffici vari ,la prepotenza di pochi nei confronti della maggioranza...continua senza sosta .e noi siamo impotenti di reagire contro i motorini che calpestano il verdi della piazza passando in mezzo ai tavolini .
Noi continuiamo ad offrire la nostra disponibilita' di collaborare a qualsiasi atto che miri rendere vivibile
quella piazza ,simbolo di un centro storico degradato e in decadenza .
Mi auguro che il Tavolo istituzionale convocato dal comune di Napoli possa servire a realizzare alcuni delle nostre richieste....
Concordo con coloro che rifiutano la militarizzazione della piazza ,ma credo che in questo momento e fino allo stabilirsi della normalita' sia una richiesta sacrosanta.

Omar suleiman 

martedì 4 giugno 2013

Da "la zingara" di Imil Habibi

-Cosa piangi ora padre,il pianto della sposa?

-ho visto tua sorella minore svegliarsi con il sole sul balcone e lanciare al sole un dente da latte e chiamarlo :{o sple 1prendi i denti da asino e dammi denti da gazzella} questo e' accaduto anche a noi quando evevamo la sua eta' .forse abbiamo salutato i denti da latte con rammarico.ma desideravamo denti da gazzella.

-cosa?

-Ammiro le teorie del mio malinconico amico ;non ho trovato una teoria.dice che se un uomo fosse giunto da un altra stella sulla nostra terra,avrebbe ritenuto il nostro pianeta un mondo di morti e di orfani : tutti i suoi vivi sono un punto nel mare dei suoi morti . allevia la gravita' . tutti nascono orfani.

-Cosa?

-Questo e' un solo modo di guardare al nostro mondo.un guardarsi indietro.ma li c'e' un altro punto di vita:i figli diventeranno padri.viandanti della vita inarrestabile.

-Cosa?

-Il saggio e' colui che guarda la vita con entrambi gli occhi.

-Cosa?

-Passo dopo passo.questo e' il cammino dei viandanti dell'inarrestabile vita.
Lanciate i denti di latte al sole.......

Da : "la zingara" di Emil Habibi

traduzione dall'arabo MARTINA TERRAGLIA

http://www.ilpickwick.it/index.php/teatro/item/429-perché-non-vi-siete-ribellati-alla-morte